domenica 19 aprile 2009

Castelnuovo di Porto, 2 Febbraio 2009


ALCUNE LINEE GUIDA PER IL NUOVO PRG.
(Suggerimenti presentati da Mauro Cardella alla Commissione Speciale per il Piano Urbanistico)

Ogni territorio per sue caratteristiche geomorfologiche ha un suo proprio indice di sostenibilità ambientale oltre il quale si ha un decadimento irreversibile delle condizioni ecologiche e conseguentemente delle condizioni di vita degli abitanti del territorio stesso.
E' quello che gli ambientalisti chiamano “impronta ecologica”.
Quindi prima di mettersi al lavoro per una nuova Variante sarebbe opportuno verificare qual'é l'indice di “impronta ecologica” raggiunto da Castelnuovo di Porto: vi è un limite oltre il quale non si può andare e raggiunto il quale occorre limitare al massimo nuove costruzioni residenziali e pensare, piuttosto, al miglioramento dei servizi.
Tanto per essere chiari, credo che il territorio comunale che gravita intorno al centro storico e alla Flaminia, abbia raggiunto un indice di impronta ecologica tale da sconsigliare ogni ulteriore espansione di edilizia abitativa. Del tutto diversa, invece, la situazione del territorio comunale sul versante della Tiberina, che offre grandi opportunità di interventi di edilizia, abitativa e non.

In linea con la necessità di salvaguardia ambientale, un Piano Regolatore dovrebbe favorire la concentrazione delle volumetrie, perché questo riduce il consumo di suolo e minimizza il costo delle opere di urbanizzazione a rete e dei servizi comunali (scuolabus, raccolta rifiuti ecc.)
Nel nostro paese, le strutture per il movimento sul territorio e per i momenti di socializzazione sono rimaste praticamente le stesse di quando Castelnuovo aveva 1500 abitanti: mancano strade adeguate, parcheggi, spazi di riunione aperti e chiusi, come per esempio un teatro cittadino, degno di una popolazione residente, sempre più caratterizzata da una forte richiesta culturale e di partecipazione alla vita sociale della città.

L'infanzia ed i ragazzi sono, poi, completamente ignorati dall'attuale organizzazione urbanistica di Castelnuovo. Mancano giardini e parchi. Mancano, in particolare, nei centri residenziali zone verdi attrezzate, che prevedano, per esempio, campi di calcetto, godibili dai nostri figli perchè raggiungibili a piedi dalle proprie abitazioni.

Per soddisfare le esigenze di vita sociale della nostra comunità, stante la situazione urbanistica che si è andata creando negli anni, è necessario fare degli interventi per trasformare Castelnuovo in un comune multicentrico dove oltre al centro storico vengano progettati altri due centri urbani che diventino dei catalizzatori sociali locali: il centro urbano Flaminia ed il centro urbano Pontestorto.

Il centro storico, dopo il recupero della Rocca e del palazzetto Paradisi, dovrà essere completato dalla sistemazione della piazza Vittorio Veneto con la costruzione di portici che chiudano il lato nord.
In località Monte La Pera (nei pressi del “Pallone”) si potrà edificare il nuovo polo scolastico con la scuola media, la scuola elementare e la scuola materna. Quì potrebbe trovare sede anche una sala teatrale, che finalmente darebbe una risposta alla sentita esigenza di uno spazio per manifestazioni culturali, politiche e ludiche, oggi del tutto mancante, non potendo ritenersi tale la squallida “sala polivalente”, vicina al Centro Anziani. La Rocca potrebbe diventare sede di una scuola di formazione per l’artigianato artistico (propedeutica alla nascita di botteghe artigianali nel centro storico). Il palazzetto Paradisi invece lo immagino come sede prestigiosa della biblioteca comunale con sale di lettura, sale multimediali, sale per mostre ed esposizioni. Il Comune, troverebbe migliore collocazione nel bel palazzo, oggi sede della scuola elementare, più capiente del palazzetto Paradisi, attuale sua sede.
Nell'ex campo sportivo, sopra un parcheggio multipiano, un centro commerciale gravitante intorno ad una galleria avrebbe anche la funzione di spazio sociale al coperto.

Il centro urbano Flaminia, si formerebbe deviando la Flaminia e liberando la zona urbana, che va dal “pino” al bivio per via Roma, dal traffico di scorrimento che oggi la rende inagibile e pericolosa per i pedoni. La creazione di marciapiedi, lo spostamento della stazione di servizio e la demolizione della palazzina oggi occupata dai “Volontari del Soccorso”(a cui potrebbe essere trovata, agevolmente, un'altra sede ndr.), creerebbe una zona commerciale ed uno spazio sociale godibili dai cittadini abitanti in zona e nei centri residenziali vicini. Sarebbe percorsa solo dal traffico locale in quanto anche il traffico verso la Tiberina e che oggi si incanale su via Roma, potrebbe essere dirottato su una strada, parzialmente esistente, che partendo dalle prossimità del Centro Commerciale Castelnuovo, congiungerebbe la Flaminia con la strada Montefiore, confluendovi all’altezza del Monte La Pera.

Il centro urbano Pontestorto dovrebbe essere un'altra parte qualificante della nuova Variante per Castelnuovo. Infatti a fronte del prevedibile ed auspicabile sviluppo economico e sociale del territorio, che verrà innescato dalla prossima apertura del casello autostradale, si dovrà pianificare uno sviluppo urbanistico integrato di questa frazione che dovrebbe gravitare intorno all'area dell'attuale campo sportivo, destinata a diventare una grande piazza con giardino, un grande spazio sociale che raccorderà l'abitato di Bellavista e delle Terrazze con la nuova zona di espansione urbanistica, che si dovrebbe sviluppare verso Colle del Fagiano e Colle Verde.
La costruzione, fra l'altro, di un cimitero e di una scuola (materna, elementare e media) daranno, quindi, a Pontestorto una propria fisionomia che da amorfa e degradata frazione periferica di Castelnuovo lo porterà ad essere un fiorente e moderno centro urbano.
Questo, dando una risposta alla crescente richiesta di residenze abitative private e di edilizia pubblica perseguendo, però, la logica di concentrare gli insediamenti, salvaguardando l’integrità dell’ambiente circostante e limitando il consumo di territorio agricolo.
A Pontestorto, inoltre, nella zona “ex cave di tufo”, oltre ad una area industriale dovrebbe nascere un polo sportivo, costituito dal nuovo campo sportivo di Castelnuovo, una piscina coperta, una palestra e strutture per altre attività sportive.

Mauro Cardella

Nessun commento:

Posta un commento